venerdì 3 agosto 2012

LA PORTULACA: VIRTU' DI UNA PIANTA MILLENARIA

Portulaca clearacea o sativa



Ricordo molto bene mio padre che andava a raccoglierla nei campi e ne faceva gustose insalate. Mi diceva che in tempo di guerra era quasi l'unico alimento disponibile e che andava a farne man bassa lungo i binari della ferrovia. Era un nostalgico, mio padre, ma portatore di una saggezza antica.
Ma cos'è la Portulaca?
Si tratta di una piantina semigrassa dalle foglie lucide e carnose e si trova nei prati e nei terreni fertili da fine primavera fino quasi all'inizio della stagione invernale.
La Portulaca è molto antica e coltivata e consumata più di duemila anni fa. Si pensa sia originaria dell'India o forse dell’America meridionale, è diffusa oggi in gran parte del mondo, ma è trascurata perchè viene spesso considerata un’erbaccia.
Gli antichi Romani l’apprezzavano invece molto sia dal punto di vista alimentare che da quello terapeutico e magico. Plinio il Vecchio, infatti, la riteneva utile per combattere le febbri e per togliere il malocchio a persone ed animali. 
Dal punto di vista terapeutico la portulaca ha molte proprietà visti i suoi “preziosi” componenti: mucillagine, proteine, calcio, ferro, vitamine A, C ed E, saponina.
Pare inoltre che abbia un contenuto, più alto che nel pesce, di omega- 3, ossia di acidi grassi utili nella prevenzione e nella cura delle malattie cardiovascolari.
E' anche un emolliente naturale, spesso usato per pelli secche e arrossate.
Viene usata anche come antinfiammatorio, depurativo, diuretico, rinfrescante.
I semi sono nutrienti e ricchi di olio e proteine.
Ma la portulaca produce anche fiori, di dimensioni diverse, che rallegrano i campi  con i loro colori sgargianti. Una fioritura spontanea che la Natura ci dona, da millenni.



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